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Presidenti per sempre. Le democrazie malate d’Africa

In Ciad il presidente uscente si è candidato per il quinto mandato. La sua rielezione è quasi sicura. Per quasi trent’anni il Paese dell’Africa centrale non ha avuto ricambio politico. Lo stesso avviene in molti Stati africani. I presidenti plurimandatari e le democrazie malate d’Africa.

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Presidenti per sempre. Le democrazie malate d’Africa

Il presidente uscente del Ciad, Idriss Duby, sarà probabilmente ancora presidente. Dopo quattro mandati, il primo fu nel 1996, Duby ci ha riprovato nelle elezioni di domenica 10 aprile. Contro di lui c’erano altri 13 candidati. A preoccupare il presidente Duby non sono stati però gli avversari, bensì le proteste di piazza contro la sua quinta ricandidatura. Manifestazioni che hanno già provocato alcuni morti e scontri di piazza e che rischiano di sfociare in disordini ben più ampi. Duby fece modificare la Costituzione nel 2005 abrogando il limite dei due mandati.

Il tema della rielezione dei presidente è un punto cruciale per l’Africa. Le Costituzioni a volte no prevedono un tetto massimo di mandati possibili. E quando la deadline è prevista, puntualmente arriva la riforma o il referendum costituzionale che permette, con interpretazioni giuridiche creative, la possibilità della ricandidatura. La conseguenza è lo scontro di piazza, le manifestazioni, i morti nelle strade.
La democrazia in fiamme dell’Africa in deficit di democrazia è tutta qui. Il Ciad, martoriato anche dalle incursioni dei terroristi islamici di Boko Haram, è solo l’ultimo esempio. Duby non è il solo plurimandatario. E’ l’ultimo di una lunga fila.

Burundi
Nel aprile 2015 il presidente Pierre Nkurunziza annuncia di volersi candidare per la terza volta a presidente del Burundi. La questione della legittimità della candidatura viene sottoposta alla Corte Costituzionale che dà ragione al presidente. Nkurunziza viene rieletto e scoppiano disordini nel Paese.

Uganda
Il 20 febbraio 2016, il presidente Yoweri Museveni, è stato eletto a guida dell’Uganda per il quinto andato consecutivo. Museveni fa il presidente da trent’anni. Quando ha cominciato nel 1986 c’era ancora Reagan presidente degli Stati Uniti, Gorbacev parlava di perestroika, il muro di Berlino esisteva ancora. Nella Costituzione ugandese non c’è un limite ai mandati. Nonostante questo, sono esplose violenze e scontri.

Congo Brazzaville
Denis Sassou Nguesso è tra i più longevi presidenti africani. Il Capo di Stato del Congo Brazzaville è stato al potere dal 1979 al 1992. Poi è tornato in carica nel 1997, carica che ha mantenuto fino ad oggi. La Costituzione prevede un limite massimo di due mandati. Nel 2005, Nguesso l’ha fatta modificare, permettendo un terzo mandato.

Gibuti
Nel piccolo Paese africano domina da sempre la stessa famiglia. Dall’indipendenza del 1977, ha governato prima Hassan Gouled e dopo, dal 1999, il nipote Ismail Omar Guelleh. Nel 2010, Guelleh fece modificare la Costituzione, cambiando l’articolo che prevedeva il limite di due mandati per il presidente. Il limite divenne senza limiti, e il presidente può essere rieletto a vita. In aprile corre per il suo quarto mandato.

Gambia
Il presidente Yahya Jammeh ha raggiunto il potere con un colpo di Stato nel 1994. A novembre si ricandida alle elezioni per il suo quinto mandato. La Costituzione non prevede limiti.

Gabon
Qui governa la dinastia Bongo. L’attuale presidente Alja Bongo è il figlio di Omar Bongo, che è stato presidente del Gabon per oltre 40 anni dal 1968. Il figlio Alja ha fatto un mandato e ora si ricandida per il secondo. La Costituzione non prevede limiti.

Guinea Equatoriale
Dal 1982 è al potere Teodoro Obiang Nguema Mbasogo. A novembre si candida per il quinto mandato. La Costituzione non prevede limiti ai mandati presidenziali.

Repubblica Democratica del Congo
Il presidente Kabila Kabange, al potere dal 2001, non potrebbe candidarsi perché la Costituzione prevede un limite di due mandati. Si sospetta però che stia preparando il terreno per una sua ricandidatura in un terzo mandato.

Nel 2017 vanno al voto invece Ruanda, Liberia e Sierra Leone. In tutti e tre i Paesi esiste il limite costituzionale dei due mandati. In Ruanda però il presidente Paul Kagame, strafregandosene della Costituzione, ha già annunciato che correrà per il terzo mandato. Che non sia di esempio per gli altri due Stati.

In questo quadro deprimente, ci sono due note positive. La prima arriva dalla Nigeria. Qui, si è assistito a una transizione politica tutto sommato pacifica e rispettosa tra il presidente uscente Jonathan Goodluck e il vincitore delle elezioni Muhammadu Buhari. Simbolica la stretta di mano dopo gli esiti delle urne.
La seconda dal Senegal. Il presidente attuale Macky Sall,l ha proposto di ridurre da sette a cinque anni il suo mandato di presidenza.

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  1. Il Gambia liquida il regime di Jammeh – Notiziario Estero

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