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Le frontiere dimezzate dell’Isis

I confini dello Stato Islamico si riducono. Dopo la riconquista di Palmira, il territorio controllato dal Califfato è il 30% in meno rispetto al 2014. Gli attentati in Occidente però aumentano la reputazione dell’Isis. Califfo più forte all’estero che dentro il territorio sotto il suo controllo.

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Soldati di Damasco dentro Palmira. Si riducono le frontiere dell’Isis

La sconfitta dell’Isis a Palmira pone una questione: l’Isis ha perso territorio rispetto al 2014 quando Abu Bakr al-Baghdadi si proclamò Califfo? La risposta sembra affermativa. Lo Stato Islamico ha subito nell’ultimo anno i bombardamenti della coalizione guidata dagli Usa e quelli dell’alleanza tra Russia e governo di Assad. Ma ha subito anche gli attacchi di iracheni, siriani e curdi.
Le cifre diramate da Washington dicono che l’Isis dall’agosto 2014 al febbraio 2016 ha perso tra il 25 e il 30% del territorio che controllava tra Siria e Iraq. E la perdita di Palmira, avvenuta il 27 marzo scorso, non era ancora contemplata nel conteggio Usa. Segna però un incremento dell’amputazione territoriale del Califfato.
La perdita di Palmira in Siria ha una portata importante nella guerra all’Isis. Perché i jihadisti hanno perso una città-simbolo. Palmira aveva anche un’importanza strategico-militare. Insieme a Raqqa a nord e a Deir al Zor a est, con Palmira l’Isis controllava un triangolo di collegamento tra i territori siriani e iracheni controllati dal Califfo.
Dopo Palmira, Assad ha annunciato l’imminente offensiva su Raqqa, roccaforte dello Stato Islamico. Il professore belga Thomas Pierret è scettico sulla capacità dell’esercito di Damasco di conquistare Raqqa. In un’intervista rilasciata a El Paìs, Pierret mostra scetticismo sugli effettivi dell’esercito siriano. Secondo Pierret, ci sono voluti mesi per riprendere Palmira, città di 100.000 abitanti e in mezzo al deserto. Sarà in grado, si domanda il professore belga, di affrontare una campagna per Raqqa,220.000 abitanti, nella valle dell’Eufrate e in una zona molto popolata?
C’è chi sostiene che la tregua in Siria abbia dato una mano ad Assad a riprendere posizioni sul territorio. Hassan Hassan è un esperto di questioni siriane. Pensa che il cessate il fuoco sia stato voluto dagli Usa per isolare l’Isis e al-Qaida. Che sono infatti stati esclusi dalla tregua. Un modo- dice Hassan- per combattere meglio i due gruppi terroristi isolati da tutte le altre formazioni di ribelli ad Assad. Chi ci ha guadagnato è stato però il presidente siriano Assad. Il silenzio delle armi dei ribelli gli ha consentito di combattere solo contro Isis e al -Qaida. La conquista di Palmira nasce proprio da qui.
Il 25-30% di territorio perso dall’Isis secondo Washington è suddiviso in questo modo: circa 20000/24000 chilometri quadrati sono in Iraq; 4700/5000 km quadrati sono in Siria. In entrambi i casi si tratta delle zone sottoposte a bombardamenti Usa (soprattutto in Iraq) e russi.
Così come Raqqa è il piatto forte per la guerra all’Isis in Siria, Mosul lo è per l’Iraq. Gli aerei della coalizione targata Usa stanno bombardando la provincia di Ninive, di cui Mosul è la capitale. L’obiettivo è aprire la strada alle forze irachene.La perdita del territorio mette in crisi l’Isis anche per il reclutamento. Soprattutto dall’estero. Le sue conquiste territoriali avevano avuto una forte attrattiva. Ma la guerra su due fronti condotta da Stati Uniti e Russia ha interrotto la continuità territoriale dello Stato Islamico. Secondo l’intelligence Usa, l’Isis avrebbe perso il 20% dei suoi uomini. Da 31000 sono passati a circa 25000.
Infine, il Centro Internazionale di controterrorismo dell’Aja ha diffuso lo scorso venerdì dati secondo cui il 30% dei 4000 combattenti che si erano uniti all’Isis è ritornato in Europa. Gli attentati di Parigi del 14 novembre e di Bruxelles del 22 marzo mostrano la minaccia dei jihadisti che riescono a rientrare.

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1 Commento su Le frontiere dimezzate dell’Isis

  1. é interesante che il 30% di 4000 combattenti del Califfato sia rientrato in Europa e che se ne accorga il Centro Internazionale di Antiterrorismo, quindi a cose fatte . La sorveglianza non ci fa una bella figura. questi terroristi mi sembra che entrino ed escano a proprio piacimento senza il minimo problema. Stiamo parlando di 1500/2000 personaggi mica di una spia isolata. Personaggi oltretutto esteticamente classificabili . Certo non si può arrestare tutti quelli con la barba lunga, anche se gli americani, dopo Pearl lo fecero con i giapponesi…… e non mi sembra che nemmeno i più incalliti detrattori antiamericani abbiano mai sollevato scudi p lanciato strali. L’Europa intera ha preso la direzione di una pseudo-libertà inventata ad hoc dove ogni cosa deve essere permessa solo per poter asserire che non é vietata. Stiamo attenti, la Libertà é sacra, ma ha una regola precisa: finisce là dove inibisce la libertà altrui,

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