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Il pessimismo della ragione sul negoziato per la Siria

L’opposizione siriana al presidente Assad ha dichiarato di essere pessimista sul negoziato per la Siria: “Manca la volontà politica, anche da parte degli Usa. Non ci aspettiamo nulla dal negoziato”.

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A Ginevra riprende il negoziato sulla Siria. Opposizione pessimista

L’opposizione siriana al presidente Bashar al-Assad è pessimista sull’esito dei negoziati avviati a Ginevra. “Manca la volontà politica internazionale per una transizione politica”. Lo ha dichiarato Riad Hijab, capo della delegazione dell’opposizione al tavolo negoziale per la Siria a Ginevra e citato dalla televisione araba Al Araby Al Jadid.
I gruppi dell’opposizione siriana ammessi ai colloqui di Ginevra hanno espresso più volte la loro posizione al tavolo del negoziato: fermare gli attacchi ai civili e chiudere il negoziato con un governo di transizione politica per la Siria che esclusa il presidente siriano Assad.
Il capo negoziatore dell’opposizione siriana è stato esplicito: “Non c’è la volontà internazionale, specialmente da parte degli Stati Uniti. Quindi non mi aspetto nulla dai negoziati”. Hijab ha parlato ai media arabi in rappresentanza dell’HNC, l’alto comitato per la negoziazione (appoggiato dall’Arabia Saudita n.d.r.) e principale blocco dell’opposizione.
L’HNC parteciperà comunque al prossimo round di negoziati di Ginevra, la cui ripresa è prevista per il 9 aprile 2016. “Sarò però chiaro con la nostra gente – ha ripetuto Hijab- non siamo ottimisti sul corso del negoziato”, riporta l’agenzia Reuters.
Il presidente Assad, il cui peso politico è cresciuto di nuovo dopo l’intervento in suo aiuto della Russia di Vladimir Putin, ha spiegato invece che da Ginevra può uscire un nuovo governo siriano che includa opposizione, lealisti e indipendenti. Ha però escluso a priori ogni autorità di transizione.
Russia e Usa sono in disaccordo sul futuro di Assad. Hanno però fatto insieme pressioni su Damasco e gruppi di opposizione affinché partecipino ai colloqui di pace di Ginevra sotto la mediazione dell’inviato speciale dell’Onu.
“Noi non abbiamo paura del riavvicinamento russo e americano -ha aggiunto Hijab- ma temiamo le manovre segrete, la mancanza di chiarezza e trasparenza”.
In Siria, sopravvive una tregua fragile tra governo e gruppi di opposizione con l’esclusione degli jihadisti dell’Isis e del Fronte al-Nusra affiliato ad al-Qaida.

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Magazine online di politica estera e attualità internazionale. Si occupa di informazione sui temi della diplomazia, economia internazionale, cultura e sviluppo.

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