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La crisi del Venezuela spiegata in cinque punti

Venezuela sull’orlo della crisi di nervi. Opposizione in piazza contro il presidente Nicolas Maduro. Crisi economica peggiorata dal crollo del prezzo del petrolio. Sanzioni Usa contro alcuni funzionari venezuelani. Normalizzazione dei rapporti tra Usa e Cuba. Cosa succede in Venezuela?

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La crisi del Venezuela spiegata in cinque punti

Il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, affronta il periodo più difficile del suo mandato presidenziale. Maduro ha raccolto la difficile eredità lasciata da Hugo Chavez, che ha sostituito dopo la sua morte nel 2013 e 14 anni ininterrotti di presidente del Venezuela.

Cosa succede in Venezuela? Ecco la crisi spiegata in cinque punti.

  1. L’opposizione ha organizzato manifestazioni di piazza contro il presidente Maduro  nella giornata di sabato 12 marzo. L’accusa al presidente è di aver trascurato la crisi economica e di portare il Paese allo sfacelo economico. La manifestazione di sabato scorso è però stata una prova generale delle forze di opposizione che stanno sperimentando una alleanza in vista dei futuri appuntamenti elettorali. La coalizione anti Maduro si chiama Unità Democratica (Mud). I leader del movimento battono però il ferro perché è ancora caldo il ricordo della vittoria elettorale ottenuta nella tornata di dicembre 2015, ma bocciata dalla Corte Suprema. La gente in piazza, e i rappresentanti dell’opposizione, hanno chiesto le dimissioni di Maduro. Anzi, qualcuno si è spinto anche più in là, dicendo che le manifestazioni proseguiranno finché Maduro non se ne va.
  2. Di contro, Nicolas Maduro ha organizzato, sempre sabato 12 marzo, una manifestazione a Caracas per protestare contro la scelta Usa di rinnovare l’imposizione di sanzioni contro due alti funzionari venezuelani. Per Maduro, le sanzioni Usa sono una grave interferenza negli affari interni venezuelani. Una pressione, insomma, messa in atto da Washington per esercitare pretese su Caracas.
  3. La crisi economica morde il Venezuela. L’economia del Paese ha avuto una contrazione del 5,7% nel 2015. Un dato preoccupante se si pensa che il Venezuela detiene la maggiori riserve di petrolio al mondo. La profonda crisi economica del Paese è stata in effetti peggiorata dalla sua dipendenza economica dal greggio. Il crollo generale a livello mondiale ha peggiorato l’economia del Paese, dando il colpo di grazia alla spesa pubblica del welfare sociale che ha storicamente dato forza a Chavez prima e Maduro dopo.
  4. Normalizzazione dei rapporti tra Cuba e Stati Uniti. L’avvicinamento diplomatico tra Washington e l’Avana ha aperto al porta a nuovi scambi commerciali e opportunità economiche per Cuba. Il Venezuela è sempre stato il principale fornitore di petrolio all’isola caraibica, che ora però potrebbe rivolgersi a altri Paesi dopo il ritorno a relazioni economiche “normali” con il resto del mondo. Una condizione che potrebbe accentuare la crisi economica venezuelana, anche se Caracas ha sempre venduto a Cuba il petrolio a prezzo contenuto in nome della fratellanza socialista.
  5. Le scelte di Maduro fanno fatica a trovare consenso nel Paese. I decreti di emergenza per la situazione economica non stanno dando risultati. Gli annunci simbolici di lotta all’imperialismo americano interessano sempre meno e creano confusione nel Paese.
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Magazine online di affari internazionali. Si occupa di informazione sui temi della diplomazia, economia internazionale, cultura e sviluppo.

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