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Brexit spiegata in cinque punti

Brexit or not Brexit. Il quesito è semplice: la Gran Bretagna deve stare nell’Unione Europea o deve abbandonarla? I cittadini britannici dovranno esprimersi con un sì o un no. La Brexit spiegata in cinque punti.

La Brexit spiegata in cinque punti

Stare o non stare in Europa. Il dilemma del cittadino britannico è questo qui. I cittadini di sua Maestà risponderanno al quesito scegliendo sì oppure no al referendum sulla Brexit, l’uscita dall’Unione Europea. Sul tema la Gran Bretagna si divide. Per i sostenitori del sì rimanere nell’Unione Europea garantisce il potenziamento della Gran Bretagna. Perché l’Ue, cioè l’Unione economica e politica europea, consente la libera circolazione di merci, beni e persone tra i 28 Paesi membri. I fautori del no, quelli cioè che vogliono Brexit, sostengono che l’appartenenza all’Ue limiti l’esercizio del diritto di sovranità.

Chi ha ragione in Gran Bretagna sulla Brexit? I britannici devono o no abbandonare l’Unione Europea? Rispondere è difficile. Cerchiamo quindi, perché ognuno si faccia una propria opinione, di sintetizzare la Brexit. Ecco dunque la Brexit spiegata in cinque punti.

  1. Quando i britannici devono decidere?

La data per esprimere il voto sull’uscita o meno dall’Unione Europea è il 23 giugno. In questa giornata i cittadini di sua Maestà saranno chiamati a esprimere un voto sul seguente quesito:

Il Regno Unito deve rimanere membro dell’Unione Europea, o deve abbandonare l’Unione?

I britannici dovranno esprimere solamente un sì, oppure un no. Da questa risposta, si segnerà il destino del futuro britannico nell’Unione Europea.

2. Perché il referendum?

Il dibattito in Gran Bretagna di questi anni è stato il seguente:

L’appartenenza all’Unione Europea porta benefici al Regno Unito?

Nel 1975 la Gran Bretagna decise, proprio con un referendum, di aderire a quella che si chiamava Comunità Economica Europea (CEE). Ora però l’aggregazione europea è cambiata: i Paesi membri non sono più 12 come nella CEE, ma sono diventati 28; c’è una moneta unica e le decisioni prese in ambito europeo hanno un impatto più forte rispetto ai tempi della CEE.

I sostenitori della Brexit, critici sull’appartenenza all’UE, ritengono che il sistema di Bruxelles stia erodendo la sovranità britannica e mettendo in crisi l’economia inglese con l’eccessiva regolamentazione. E’ una delle ragioni per cui il premier britannico David Cameron ha cominciato nel 2013 a parlare di referendum sulla permanenza o meno del Regno Unito nell’Unione Europea.

3. Quali sono i temi in gioco?

Il premier britannico David Cameron ha richiesto all’Unione Europea di cambiare il passo su alcuni temi: governo dell’economia, concorrenza, sovranità, immigrazione. In questi ambiti Cameron ha ottenuto alcune concessioni, se pur di diversa misura. In questo servizio della Bbc sono approfondite e dettagliate le richieste del premier britannico e le concessioni dell’Ue.

4. Le aperture dell’Unione Europea possono soddisfare gli euroscettici britannici sostenitori di Brexit?

Probabilmente no. Il Paese però è molto diviso sulla scelta se uscire o meno dall’Unione Europea. Le divisioni esistono all’interno dello stesso gabinetto Cameron. Sei ministri di Cameron sono sostenitori di Brexit e faranno campagna affinché la Gran Bretagna esca dall’Unione Europea. Il sindaco di Londra, il conservatore Boris Johnson, ha dichiarato che il proseguimento dell’appartenenza britannica all’Ue conduce a “un’erosione della democrazia”. Di contro, gli oppositori a Brexit -e tra questi c’è anche il ministro della Difesa britannico Michel Fallon- ritengono che il Paese andrà incontro a una grande scommessa sulla propria sicurezza e stabilità se decide di abbandonare l’Unione Europea. I pro Europa vedono agevolazioni nel commercio e negli affari, più opportunità di avere lavoratori giovani e più economici dall’Europa, e più sicurezza.

Quali sono le forze politiche pro o contro Brexit? Il Partito Laburista è il più forte oppositore a Brexit. Sono contrari ad abbandonare l’Unione Europea: lo Scottish National Party che governa in Scozia; Plaid Cymru, il Partito del Galles; i Democratici Liberali. Sostiene Brexit, l’Independence Party da sempre euroscettico. Il Partito Conservatore ha fatto sapere che resterà neutrale.

5. Cosa pensano i governi europei della Brexit?

I leader dei Paesi dell’Unione Europea sono contrari a Brexit e sostengono l’appartenenza della Gran Bretagna nell’Unione. Con questo fine hanno negoziato con Cameron concedendogli molte delle sue richieste. I politici europei temono che l’abbandono britannico dell’Unione Europea porti con sé minacce all’Ue stessa. I cittadini europei desiderano che la Gran Bretagna stia dentro l’Ue. Sapremo il 23 giugno se anche i cittadini britannici condividono questa opinione europea.

Leggi anche: Vantaggi e svantaggi della Brexit – da Notiziario Estero del 5 maggio 2015

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Magazine online di politica estera e attualità internazionale. Si occupa di informazione sui temi della diplomazia, economia internazionale, cultura e sviluppo.

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  1. Come capire Brexit: Gran Bretagna più sicura dentro o fuori l’Ue? – Notiziario Estero

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