Quando facevamo la guerra in Libia

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In queste ultime settimane i governi occidentali hanno aumentato il pressing sulla Libia per trovare una soluzione diplomatica. Non si esclude però l’intervento militare. Anche l’Italia ha fatto sentire la sua voce e sono circolate ipotesi di intervento militare. Il webdoc sulla guerra italiana di colonizzazione in Libia.

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Contingente italiano in Libia nel 1915

La Libia non esce dal caos. Alcuni governi occidentali stanno provando a fare un pressing diplomatico per uscire dall’impasse in cui versa da tempo. l’Isis è sempre più vicino e i capi dello Stato Islamico stanno trasferendosi a Sirte in fuga da Siria e Iraq.
Intanto, il governo di unità nazionale stenta a partire. Il premier designato Fayez Serraj non ha ancora ottenuto l’approvazione del governo di Tobruk, quello riconosciuto dalla comunità internazionale. E sembra difficile mettere insieme un governo che racchiuda gli uomini del generale Haftar, le brigate di Misurata e le forze politiche della Tripolitania. In questo contesto si fanno valutazioni di opzioni militari in Libia. Opzioni che sembrano senza un progetto e obiettivo politico chiaro. Con il rischio di promuovere l’alleanza delle milizie radicali locali in chiave anti-occidentale.
E l’Italia fa intendere che l’opzione militare e sul tavolo. Roma potrebbe ritornare in Libia. Una storia lunga cent’anni. La ricostruzione di Notiziario Estero di quando facevamo la guerra in Libia.

webdoc quando facevamo la guerra in Libia

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1 COMMENT

  1. il colonialismo cambia modi e aspetto come ogni cosa al mondo. una volta era ricerca di terre per impiegare e tenere sotto tono contadini e proletariato sobollente, deiderio di piccoli re di diventare “imperatori”, di industrie di alzare la produzione e il pretesto etico era portare benessere e civiltà. Oggi si vuole sperimentare gratuitamente la produzione bellica. il Lince ha fatto una serie di test ben pagati anziché costosi nelle missioni di pace diventando un mezzo molto richiesto e venduto a migliaia di pezzi. Oggi si vuole investire nella ricostruzione di quanto si é precedentemente distrutto, si vendono armi sia ai nostri eserciti che a quelli nemici o alleati indifferentemente, si tiene l’interesse della popolazione lontano dalla politica e come pretesto si alleviano le sofferenze di profughi e rifugiati, si allontana il pericolo delle orde terroriste (che nessuno sa dove siano), si salva il mondo dalla barbarie…..

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