L’Eni e il petrolio dell’Iran

0
3

“Non sono estremamente preoccupato”. E’ quanto ha affermato l’ad di Eni, Claudio Descalzi, in merito agli effetti sulle quotazioni del petrolio dal ritorno dell’Iran sul mercato dopo la fine delle sanzioni.
“L’Iran esporta circa un milione di barili in meno rispetto a prima delle sanzioni. Potrebbe, in un paio d’anni, rimettere in produzione 500-600mila barili. Il grande salto, che potrebbe essere fatto in 4-5 anni e che potrebbe impattare sulla produzione mondiale che oggi e’ di circa 93,5 milioni di barili al giorno, ci sara’ se l’Iran ruscira’ ad attrarre circa 150 miliardi di dollari nel paese” di investimenti, ha spiegato. “Ma al momento non ci sono nel settore energetico perche’ dobbiamo ricordare che l’industria sta tagliando circa 150-200 mld dollari all’anno. Quindi in un momento in cui si tagliano 150 mld bisognerebbe metterne 150 in Iran. Queste cose devono essere valutate”, ha osservato l’ad.
Descalzi ribadisce che il gruppo non entrera’ nel progetto Nord Stream. Il manager tuttavia si dice sorpreso dell’accordo per il raddoppio del gasdotto. “Non sono assolutamente amareggiato. C’e’ stata sorpresa che durante delle sanzioni e una lotta forte contro South Stream a un certo punto scopriamo che da qualche mese, forse da un anno, si sta negoziando qualcos’altro. Una sorpresa c’e’ stata ma ci ho dormito benissimo la notte”, ha sottolineato. (AGI)
.

Advertisements
Annunci

1 COMMENT

  1. I Saud hanno esagerato, ormai sotto i loro piedi è rimasto meno di quel che si crede. E guarda un po, adesso pare che qualcuno si sia ricordato dell’Iran: con riserve relativamente integre a causa della insufficienza di mezzi tecnici. Una sorpresa.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here