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Unione Europa: il pacchetto di misure per la lotta al terrorismo

La Commissione europea ha adottato un pacchetto di misure per intensificare la lotta contro il terrorismo e il traffico illecito di armi da fuoco ed esplosivi. Il pacchetto include due componenti principali: una proposta di direttiva relativa alla lotta contro il terrorismo, che rafforzerà l’arsenale dell’UE per la prevenzione degli attentati terroristici qualificando come reato le azioni preparatorie quali l’addestramento e i viaggi all’estero per scopi terroristici, così come il concorso, l’istigazione e il tentativo di reati terroristici; un piano d’azione per intensificare la lotta contro l’accesso e l’uso di armi ed esplosivi da parte di criminali e terroristi, controllandone maggiormente il possesso e l’importazione illegale nell’UE. Gli atroci attacchi terroristici di Parigi del 13 novembre hanno mostrato una volta di più come l’Europa debba rafforzare la risposta comune al terrorismo e agire concretamente per combatterlo e per contrastare il traffico illecito di armi da fuoco ed esplosivi.

Il primo Vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans ha dichiarato:”La Commissione è determinata a fare tutto il possibile per aiutare gli Stati membri ad affrontare e sconfiggere la minaccia terroristica. Il numero crescente di cittadini dell’UE che si recano all’estero per diventare “combattenti stranieri” mostra che è necessario aggiornare il quadro europeo relativo ai reati terroristici per garantire una risposta comune dal punto di vista del diritto penale. È inoltre necessaria la cooperazione a livello dell’UE e con i paesi terzi per smantellare il mercato nero delle armi da fuoco e degli esplosivi. Le proposte europee faciliteranno gli sforzi delle autorità nazionali volti a smantellare le reti terroristiche.

Il Commissario europeo per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza Dimitris Avramopoulos ha dichiarato:”Oggi teniamo fede alla nostra promessa di agire in modo determinato sulla questione del terrorismo. La nostra proposta riguarda non solo coloro che commettono le atrocità terroristiche, ma anche coloro che vi contribuiscono con viaggi, finanziamenti o supporto. È questo il modo in cui rafforziamo la nostra risposta penale per affrontare le gravi minacce poste dai combattenti stranieri. Presentiamo anche un piano d’azione dell’UE sulle armi da fuoco e gli esplosivi per bloccare i contatti fra i terroristi e i trafficanti nell’UE e nelle regioni circostanti. L’Europa deve agire di concerto, con decisione e rapidità, per smantellare il terrorismo e aumentare la sicurezza.

Le proposte presentate in data odierna fanno parte dell’agenda europea sulla sicurezza adottata nell’aprile 2015. Alla luce dei recenti accadimenti, la loro attuazione è stata notevolmente accelerata.

Una nuova proposta di direttiva per la lotta contro il terrorismo

La nuova direttiva proposta per la lotta contro il terrorismo colma le lacune penali in materia d’applicazione del quadro giuridico dell’UE. La direttiva contiene anche definizioni comuni dei reati di terrorismo, che garantiranno una risposta comune al fenomeno dei combattenti stranieri, rafforzando così l’effetto deterrente nell’UE e garantendo che gli autori dei reati siano effettivamente puniti.

La nuova direttiva imprime un nuovo assetto all’attuale quadro giuridico dell’UE relativo alle incriminazioni per i reati connessi alle attività terroristiche. Recepisce inoltre nel diritto europeo obblighi internazionali, come le disposizioni della risoluzione 2178(2014) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite relativa ai combattenti stranieri, il recentemente adottato protocollo addizionale alla Convenzione del Consiglio d’Europa per la prevenzione del terrorismo e le raccomandazioni della task force “Azione finanziaria” sul finanziamento del terrorismo.

La direttiva proposta qualifica come reato:

  • i viaggi a fini terroristici, sia all’interno che al di fuori dell’UE, allo scopo di contrastare il fenomeno dei combattenti stranieri;
  • il finanziamento, l’organizzazione e la facilitazione di tali viaggi, anche tramite supporto logistico e materiale, inclusa la fornitura di armi da fuoco ed esplosivi, rifugi, mezzi di trasporto, servizi, attività e beni;
  • il fatto di seguire un addestramento a fini terroristici: le autorità di contrasto avranno la possibilità di indagare e perseguire le attività di addestramento che possono preparare a commettere reati di terrorismo;
  • l’apporto di fondi usati per commettere reati terroristici e reati connessi a gruppi terroristici o attività terroristiche.

La proposta rafforza inoltre le disposizioni che qualificano come reato il reclutamento e l’addestramento a fini terroristici e la diffusione di propaganda terroristica, anche on-line.

La proposta della Commissione presenta anche nuove norme, a complemento della direttiva sui diritti delle vittime del 2012, per garantire che le vittime del terrorismo ricevano accesso immediato a servizi di assistenza professionale che provvedano a trattamenti fisici e psico-sociali, così come informazioni immediate sui loro diritti, indipendentemente dal luogo in cui vivono nell’Unione europea.

Un piano d’azione contro il traffico illecito di armi e l’uso di esplosivi

La Commissione europea ha adottato oggi anche un piano d’azione contro il traffico illecito di armi da fuoco e di esplosivi nell’UE. Obiettivo del piano è migliorare l’individuazione, la ricerca e il sequestro di armi da fuoco, esplosivi e precursori di esplosivi usati per fini criminali e terroristici.

Il piano d’azione completa le misure adottate il 18 novembre 2015 ai fini del rafforzamento dei controlli sull’acquisizione e il possesso legale delle armi da fuoco e dell’attuazione di norme minime comuni sulla disattivazione di tali armi.

Il piano intende migliorare la cooperazione operativa a livello dell’UE e con i paesi terzi per poter contrastare più efficacemente il mercato nero delle armi e degli esplosivi. I suoi elementi principali sono i seguenti:

  • limitare l’accesso alle armi d fuoco e agli esplosivi illegali. Il piano d’azione invita tutti gli Stati membri a istituire punti nazionali di contatto interconnessi in materia di armi da fuoco per sviluppare le competenze e migliorare l’analisi e le relazioni strategiche sul traffico illecito di armi da fuoco, in particolare attraverso l’uso combinato della balistica e dell’intelligence criminale. Prevede inoltre il rafforzamento del ruolo di Europol — con la recentemente istituitaunità addetta alle segnalazioni su Internet —per quanto riguarda il traffico on-line e lo sviamento del commercio legale. Sollecita gli Stati membri ad attuare pienamente la legislazione dell’UE sui precursori di esplosivi;
  • rafforzare la cooperazione operativa.Il piano d’azione sollecita gli Stati membri a crearepattuglie informatiche, o ad ampliare quelle esistenti, in materia di armi da fuoco, esplosivi e precursori di esplosivi. Occorre rafforzare i controlli alle frontiere esterne così come la cooperazione di polizia e doganale, con controlli basati sul rischio delle merci che arrivano col traffico commerciale (ad es. container), col trasporto passeggeri (ad es. macchine) o nei bagagli dei passeggeri. Il piano d’azione propone anche di stabilire un’azione prioritaria di controllo doganale con gli Stati membrisul traffico illecito di armi da fuoco alle frontiere esterne dell’UE;
  • migliorare la raccolta e lo scambio di informazioni operative. Il piano d’azione invita gli Stati membri a sfruttare appieno gli strumenti esistenti per facilitare lo scambio di informazioni e a inserire sistematicamente i dati sulle armi da fuoco ricercate nel sistema di informazione Schengen e nel sistema iARMS di Interpol ove disponibile. Occorre intensificare gliscambi sulle informazioni balistiche attraverso un’apposita piattaforma;
  • rafforzare la cooperazione con i paesi terzi. Per ridurre l’importazione illegale di armi da fuoco e l’accesso agli esplosivi nell’Unione europea, il piano d’azione propone di intensificare lacooperazione con i paesi terzi includendo sistematicamente la questione del traffico delle armi da fuoco e dell’uso degli esplosivi nei dialoghi sulla sicurezza con i principali paesi e organizzazioni partner. La Commissione europea propone di rafforzare la cooperazione, oltre che con i paesi chiave dei Balcani occidentali, anche con quelli del Medio Oriente e dell’Africa settentrionale così come con la Turchia e l’Ucraina. Particolare attenzione è accordata all’avvio di un dialogo con i paesi della regione del Sahel, con la Lega araba e con le organizzazioni internazionali. In alcuni casi potrebbe essere presa in considerazione l’ipotesi di un aiuto finanziario dell’UE al sequestro e al ritiro della armi da fuoco.

Contesto

La responsabilità di garantire la sicurezza interna è innanzitutto degli Stati membri, ma i problemi transfrontalieri sfidano la capacità dei singoli paesi di agire da soli e necessitano del sostegno dell’UE per creare fiducia e facilitare la cooperazione, lo scambio di informazioni e un’azione comune.

Gli orientamenti politici del presidente Juncker hanno indicato l’agenda in materia di sicurezza come una priorità per la Commissione, e il programma di lavoro della Commissione per il 2015 prevede la definizione di un’agenda europea sulla sicurezza.

Il 28 aprile 2015 la Commissione europea ha stabilito un’agenda europea sulla sicurezza per il periodo 2015-2020, al fine di sostenere la cooperazione degli Stati membri nell’impegno ad affrontare le minacce in materia di sicurezza, e per rafforzare l’impegno comune europeo nella lotta contro il terrorismo, la criminalità organizzata e la criminalità informatica. L’agenda presenta misure e strumenti concreti che saranno utilizzati in questo lavoro congiunto per garantire la sicurezza e affrontare in modo più efficace queste tre minacce più urgenti. Da allora sono stati compiuti progressi significativinell’attuazione degli elementi dell’agenda.

Nell’agenda e nel programma di lavoro per il 2016 la Commissione ha promesso di rivedere, nel 2016, la legislazione esistente relativa alle armi da fuoco per migliorare la condivisione delle informazioni, rafforzare la tracciabilità, standardizzare la marcatura e stabilire norme comuni per la neutralizzazione delle armi da fuoco. Alla luce dei recenti eventi la Commissione ha significativamente accelerato i lavori.

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