Russia e Turchia scaldano il clima al vertice di Parigi

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Vladimir Putin non vuole incontrare Erdogan a Parigi dove è in corso il vertice sul clima. La Russia accusa la Turchia di comprare illegalmente petrolio dall’Isis finanziando così il movimento terrorista. Erdogan pronto a dimettersi se Putin prova ciò che dice. Incontro Putin Obama: il nodo rimane Assad.

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Al vertice di Parigi sul clima, è alta tensione tra Russia e Turchia

La pace fredda tra Russia e Turchia si scalda durante il vertice sul clima a Parigi. Il Cremlino ha fatto sapere che il presidente russo Vladimir Putin non incontrerà la sua controparte turca Recep Erdogan.

Putin ha anche lanciato accuse pesantissime alla Turchia sul jet abbattuto. La Russia sospetta –ha spiegato Putin- che il suo bombardiere sia stato colpito per garantire le forniture illegali di petrolio dall’Isis alla Turchia. Mosca ripropone quindi la teoria del finanziamento turco allo Stato Islamico mediante acquisto di petrolio, un’accusa che i russi avevano già esposto qualche giorno prima.

A Parigi, Putin ha comunque ripetuto la sua volontà di creare una grande coalizione contro l’Isis. Per il capo del Cremlino, la coalizione antiterrorismo non può funzionare se “qualcuno continua a utilizzare diverse organizzazioni terroristiche per raggiungere i propri obiettivi”.

Qualche giorno prima, il presidente russo aveva minacciato di abbandonare la collaborazione con gli Usa se si ripetesse un altro caso di abbattimento dei suoi jet. Una mossa di strategia, che qualcuno ha letto come un modo per costringere gli Usa (e quindi la Nato) a controllare di più il proprio alleato.

Intanto, sempre da Parigi è arrivata la risposta della Turchia. Il presidente Erdogan ha detto di essere pronto a dimettersi se le dichiarazioni di Putin si rivelassero vere. Erdogan sfida Putin a mostrare documenti che provino quanto lui afferma. E poi rilancia la sfida al presidente russo. Se l’accusa di acquistare illegalmente petrolio dall’Isis non si può provare, “Putin manterrà il suo incarico?”, domanda con ironia Erdogan.

Infine, a margine del vertice di Parigi c’è stato l’incontro bilaterale tra Putin e Barack Obama. Entrambi sono d’accordo di continuare con il negoziato di Vienna e pervenire a un cessate il fuoco e a una soluzione politica alla guerra civile in Siria. Il nodo però continua a essere il presidente siriano Bashar al Assad. Obama ha ribadito a Putin nell’incontro di Parigi che Assad deve lasciare il potere. Il capo della Casa Bianca ha anche detto a Putin che bisogna concentrare i propri sforzi contro l’Isis e non verso i ribelli anti-Assad.

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