Tripoli chiede un piano di rilancio per la Libia

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Secondo il governo di Tripoli, Bernardino Leon, inviato uscente dell’Onu, non era imparziale e favoriva il governo rivale di Tobruk. Dopo il siluramento di Bernardino Leon, Tripoli chiede un rilancio dei negoziati per cessare la guerra civile in Libia.  

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Bernardino Leon, inviato speciale Onu per la Libia, a un meeting con i membri del Congresso generale nazionale libico di Tripoli

Il governo libico di Tripoli accusa di parzialità il diplomatico spagnolo Bernardino Leon, inviato uscente dell’Onu. Secondo l’autoproclamato governo dell’ex-capitale libica, percorso e piano Onu vanno quindi rivisti e rilanciati.

Sul banco degli imputati c’è l’inviato speciale Onu Bernardino Leon. Tra pochi giorni sarà sostituito dal tedesco Martin Kobler come ha annunciato il segretario generale delle Nazioni Unite Ban ki-Moon. L’accusa che Tripoli rivolge a Leon è la poca imparzialità mostrata in tutto il percorso. La prova di questo, riporta l’agenzia Reuters, sta nel fatto che Leon abbia accettato una carica all’Accademia Diplomatica degli Emirati Arabi Uniti. Gli Emirati appoggiano i rivali di Tobruk.

Il britannico Guardian aveva già sollevato la questione lo scorso giugno. Citando alcune mail del diplomatico spagnolo, il quotidiano aveva rivelato che a Leon era stata offerta una carica accademica negli Emirati Arabi Uniti. Il Guardian scriveva al riguardo che l’imparzialità nel negoziato non sarebbe stata garantita. Per tutta risposta, l’inviato speciale di Ban ki-Moon spiegò che non c’era conflitto di interessi.

Secondo il governo di Tripoli, gli Emirati Arabi Uniti stanno fornendo insieme all’Egitto il supporto militare a Tobruk, l’unico governo riconosciuto dalla comunità internazionale.

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