Perché l’Onu ha sostituito in Libia l’inviato speciale Leon?

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Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon ha annunciato che sostituirà nei prossimi giorni l’inviato speciale per la Libia, lo spagnolo Bernardino Leon, con il diplomatico tedesco Martin Kobler. Sul sito delle Nazioni Unite si legge solo un comunicato nel quale Ban Ki-Moon ringrazia Leon per il lavoro svolto e annuncia la nomina di Kobler come inviato. Poi segue una descrizione dell’esperienza di carriera del diplomatico tedesco. Nulla si dice sulle motivazioni della sostituzione. Certo le ragioni si possono supporre. Leon in questo anno è arrivato vicino al traguardo. Non ha però mai superato la striscia bianca e la sua architettura diplomatica è entrata spesso in una situazione di stallo. Anche nell’ultima trattativa, difficilissima, dove ha tentato di mettere in un governo di unità nazionale il governo di Tobruk con quello di Tripoli, i risultati non si sono visti. A un passo dall’accordo tutto sembra essersi fermato. Con i rischi di avere un voto negativo dal parlamento di Tobruk e da quello di Tripoli. Anzi, la fretta con cui Ban sostituisce Leon fa proprio pensare che ci siano i segnali di un no al piano Leon. Che significa dissoluzione del piano di unità nazionale e ricominciare tutto daccapo. Ciò che lascia perplessi è il cattivo gusto di non spiegare il perché della sostituzione di Leon. L’opinione pubblica e chi si interessa di politica internazionale ne avrebbero il diritto.

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