Prove di pace per la Siria

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A Vienna cominciano le prove di pace per la Siria. Un quartetto diplomatico prova a trovare una soluzione politica. La Russia propone un dialogo tra Assad e opposizione che conduca a elezioni. Mosca offre il supporto dell’aviazione anche ai ribelli. Che però rifiutano.

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I rappresentanti di Turchia, Usa, Arabia Saudita e Russia a Vienna

Le prove di pace per la Siria passano da Vienna. La diplomazia internazionale tenta il tutto per tutto per trovare una soluzione politica alla crisi siriana. Così, nella capitale austriaca si sono incontrati i rappresentanti di Usa, Russia, Turchia e Arabia Saudita per provare a lanciare un negoziato.

Il summit è avvenuto all’Hotel Imperial, nel centro storico di Vienna. Per la prima volta dopo l’avventura russa in Siria, il segretario di Stato Usa John Kerry e il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov si sono incontrati.

La Bbc riporta che Lavrov ha parlato di una posizione comune tra il quartetto sul trovare una soluzione politica alla crisi. La Russia ha proposto l’avvio di un negoziato tra il governo siriano e un gruppo ampio di fazioni ribelli. Kerry ha detto che il primo incontro è stato costruttivo e prevede un secondo round negoziale a breve.

Il negoziato non avrà vita facile. La Turchia ha attraversato una crisi diplomatica con la Russia dopo la violazione del suo spazio aereo da parte di jet russi operativi in Siria. Il saudita Abdel Aziz Abu Hamad Aluwaisheg, membro del Consiglio di Cooperazione del Golfo, ha definito l’intervento russo in Siria “un regalo ai terroristi”.

La Russia ha risposto con il portavoce di Putin, Dmitri Peskov. In un programma della Bbc, ha spiegato che l’intervento russo è nato per impedire la caduta della Siria nelle mani dei terroristi. Non per difendere il presidente siriano Bashar al-Assad. Per Peskov l’occidente in Siria ha fallito. Non ha individuato un’opposizione ad Assad senza legami con i jihadisti. I raid aerei contro l’Isis della coalizione a guida Usa, ha aggiunto Peskov, hanno rafforzato lo Stato Islamico. Tanto che controlla due terzi della Siria. Ora invece l’esercito siriano, grazie all’intervento russo, sta riconquistando parti del territorio.

La Russia ha anche proposto di sostenere con i suoi jet i ribelli appoggiati dagli Usa in Siria. Le fazioni moderate e filo-occidentali hanno però respinto l’offerta del ministro degli esteri russo Lavrov. Spiega il tenente colonnello Ahmad Saoud: “La Russia bombarda il Libero Esercito Siriano e adesso vorrebbe collaborare con noi, pur rimanendo legata ad Assad? Non la capiamo proprio!”. Riguardo alla proposta russa di indire elezioni presidenziali e parlamentari, i ribelli l’hanno definita “assurda”. Per il rinnovo del Parlamento non si è più votato dal maggio 2012. In teoria sarebbe previsto un ritorno alle urne nel 2016.

 

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