Le sanzioni contro la Russia non fermano il business

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Shell e Gazprom firmano un progetto per un gasdotto sottomarino. La Grecia entra nel gasdotto russo Turkish Stream. Le aziende Usa mandano i loro manager al Forum economico organizzato da Putin. Le sanzioni contro la Russia sono uno smacco per Usa e Ue?

Vladimir Putin
Vladimir Putin

Vladimir Putin ha messo in guardia l’Europa dalle ricadute provocate dalle sanzioni sull’economia dell’eurozona. Davanti alla platea del Forum economico internazionale di San Pietroburgo, Putin ha detto che l’Europa perde 100 miliardi di dollari a causa delle sanzioni decise contro la Russia. Mentre annunciava questo, ai margini del Forum gli olandesi della Shell firmavano con la russa Gazprom un accordo per un mega progetto energetico.

Quella del presidente russo assomiglia più a una tattica politica. La fotografia economica in realtà immortala un quadro un po’ diverso.

Al Forum economico internazionale di San Pietroburgo c’erano molte aziende e investitori occidentali. Le sanzioni targate Usa e Ue contro la Russia di Putin non sembrano preoccupare i grandi gruppi internazionali. Nonostante gli inviti rivolti dall’Amministrazione Obama a non partecipare al Forum, sono state molte le aziende statunitensi che hanno mandato a San Pietroburgo i propri Ceo o businessmen di alto livello.

Per Washington e Bruxelles ha il sapore di uno smacco. Anche se è successo sottovoce perché il Forum di San Pietroburgo, la versione russa di quello più celebre di Davos, è un rito per addetti ai lavori.

Le aziende partecipanti hanno specificato in diverse occasioni di non essere a Mosca per affari. Chi ha investito in Russia in passato, hanno specificato al Washington Post, vuole presidiare i propri investimenti nel Paese per non perdere i soldi investiti. E’ questa la spiegazione ufficiale di molte aziende della loro partecipazione a San Pietroburgo.

In realtà, dietro le quinte del Forum, americani ed europei gli affari li hanno conclusi eccome. Qualche volta anche senza tanto nascondersi. E’ il caso dell’olandese Shell. Il suo direttore generale, Ben Van Beurden, nei giorni del Forum ha firmato un accordo con il gigante russo dell’energia, Gazprom. Insieme faranno partire un progetto per realizzare un gasdotto sottomarino per il trasporto di gas naturale dalla Russia alla Germania. Van Beurden ha pure sorriso ai fotografi russi per le foto di rito insieme alla sua controparte Alexei Miller. Subito dopo ha partecipato a riunioni private con una compagnia petrolifera russa senza rilasciare dichiarazioni alla stampa.

Anche il premier greco, Alexis Tsipras, ha visitato il Forum. Poco prima, il suo ministro dell’energia firmava con la controparte russa un patto per il prolungamento del gasdotto Turkish Stream fino alla Grecia.

Putin, forte di questo riconoscimento della comunità economica internazionale, ha colto l’occasione del vertice per annunciare diversi piani di sviluppo economico russo. Certo, non tutte le aziende hanno mostrato la stessa spregiudicatezza. Molti grandi gruppi, come l’Alcoa, hanno spiegato che rispetteranno le sanzioni guardando con attenzione agli avvenimenti futuri.

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