America Latina: l’Europa perde terreno a vantaggio della Cina

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Nel continente latinoamericano cresce l’influenza economica e politica cinese. L’Europa, pur rimanendo il primo investitore, perde terreno. Si passa dal Washington Consensus al Pechino Consensus? 

L'Europa perde terreno in America Latina. LA Cina cresce
Cresce l’influenza cinese in America Latina

La Cina aumenta la sua influenza economica e politica in America Latina. L’Europa, primo investitore, perde terreno. La crescita dell’influenza cinese mette in crisi anche la supremazia americana nell’America meridionale dove, con una nota di sarcasmo, qualche media internazionale scrive che si passa dal Washington Consensus al Pechino Consensus. Resta il fatto che comunque sta mutando il contesto geopolitico del continente sudamericano.

L’Unione Europea, ha ammesso Angela Merkel, non tiene il passo con la concorrenza cinese. E la Germania è il primo esportatore dell’euro zona in America Latina, seguito da Spagna e Italia. In termini economici si può comprendere il fenomeno della crescita cinese con il fatto che l’Europa ha promesso investimenti per 800 milioni di euro in infrastrutture per 800 milioni di euro in cinque anni. LA Cina ha messo a disposizione 223 miliardi in dieci anni.

La partita delle infrastrutture è la più rilevante per gli assetti geopolitici. L’Ue è in trattativa con il Brasile per il progetto da 185 milioni di dollari riguardante un cavo sottomarino di fibra ottica per collegare Lisbona a Fortaleza. Il governo brasiliano cerca di staccarsi da Washington giocando la carta europea. La Cina, invece, sta lavorando con il Brasile e il Perù per costruire la ferrovia transoceanica che collegherà Atlantico e Pacifico permettendo di “saltare” il canale di Panama. Il costo del progetto è di 30 miliardi di dollari, 12 dei quali li mette la Cina. La strategia di Pechino è chiara: nei prossimi anni dipenderà sempre più dalle importazioni agricole brasiliane, soprattutto la Soia. Evitare di passare dal canale di Suez, controllato dagli americani, può portare solo vantaggi ai cinesi, che non rischiano di essere sottoposti al ricatto degli Stati Uniti.

I progetti del cavo sottomarino con l’Europa e la ferrovia transoceanica con la Cina sintetizzano bene il nuovo contesto geopolitico latinoamericano. Certo, l’Ue continua a rimanere il principale investitore con 505 miliardi di euro nel solo 2013. La Cina però la segue a ruota con investimenti nello stesso anno pari a circa 250 miliardi. L’Europa è il primo partner commerciale in Argentina, Bolivia, Cile, Brasile e Venezuela. La pressione cinese si fa però sentire perché Pechino cresce esponenzialmente nel commercio estero con l’America Latina. L’obiettivo cinese è di arrivare nel 2025 a 500 miliardi di dollari da investire, il doppio di quelli che ci mette attualmente.

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