Sudafrica: violenze anti-immigrati tra gli strati poveri della popolazione

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Le violenze in Sudafrica hanno provocato la morte di almeno 74 persone nelle ultime tre settimane in Sudafrica. L’ondata crescente di violenze contro gli immigrati da altri Paesi africani e anche dall’Asia ha fatto decidere alle autorità del Malawi il rimpatrio dei propri connazionali. Migliaia di immigrati negli ultimi giorni stanno cercando rifugio in stazioni di polizia, campi sportivi, chiese e edifici pubblici per sfuggire ai violenti attacchi di gruppo con coltelli, spranghe e machete. La violenza anti-immigrati fra gli strati più poveri della popolazione nera sudafricana.

A Durban, alcune centinaia di immigrati si sono radunati vicino allo stadio per protestare contro le aggressioni in una marcia guidata dal premier della provincia del Kwazulu Nata e dal sindaco di Durban, città nella quale ci sono stati almeno cinque morti solo questa settimana. Almeno 2.000 stranieri, vittime di attacchi al machete o solo timorosi di tornare a casa, si sono rifugiati in un campo sportivo, mentre alla periferia di Johannesburg a decine sono temporaneamente alloggiati in una stazione di polizia. In una delle township della grande metropoli anche la Primorose Methodist Church, che già accolse diversi stranieri nel 2008, quando ci su una prima ondata di violenza anti-immigrati in Sudafrica, si prepara a ripetere l’operazione.

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