Il G7 di Lubecca tra cessate il fuoco in Ucraina, Russia, Iran e minaccia Isis.

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I ministri degli Esteri dei paesi del G7 hanno lanciato un appello alle parti perché rispettino il cessate il fuoco in Ucraina orientale e il processo di pace di Minsk. Al termine di un vertice di due giorni a Lubecca, i capi della diplomazia di Germania, Francia, Italia, Gran Bretagna, Stati Uniti, Canada e Giappone hanno anche esortato Mosca a far uso “della sua considerevole influenza sui separatisti perché rispettino pienamente le intese”.

Il documento finale sottolinea “l’importanza di mantenere il dialogo con la Russia” al fine di raggiungere una soluzione pacifica alla crisi. Ma allo stesso tempo viene ribadita “la condanna dell’annessione illegale della Crimea”, e sono riconfermati “la nostra politica di non riconoscimento e di sanzioni” . Quanto alle sanzioni si sottolinea che “non sono di per sé un fine, la loro durata deve essere vincolata al pieno rispetto russo degli accordi di Minsk e al rispetto della sovranità ucraina”.

Proprio la vicenda ucraina ha portato nel marzo 2014 all’esclusione della Russia dal G8, tornato così ad essere soltanto G7. I ministri degli Esteri di Russia, Ucraina, Francia e Germania si sono incontrati a Berlino alla vigilia del vertice di Lubecca auspicando un immediato stop ai combattimenti in Ucraina orientale e il rafforzamento del ruolo della missione di osservatori dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (Osce). Mosca e Kiev hanno anche concordato il ritiro di ulteriori tipi di armi pesanti dall’Ucraina orientale.

Dall’Ucraina all’Iran, passando per lo Yemen e la Siria, sono diversi i punti caldi affrontati dal comunicato finale del G7 dei ministri degli Esteri che si è tenuto ieri e oggi a Lubecca, nel nord della Germania, per preparare il vertice dei capi di Stato e di governo, fissato per il 7 e l’8 giugno in Baviera. Ecco i principali punti del documento finale:

UCRAINA: appello alle parti perchè rispettino il cessate il fuoco in Ucraina orientale. Alla Russia viene chiesto di esercitare in questo senso la sua influenza sui separatisti. I ministri degli Esteri criticano “le campagne di disinformazione” dei media statali russi. Viene sottolineata l’importanza di mantenere il dialogo con Mosca, ma le sanzioni sono confermate.

RUSSIA e G8: viene mantenuta la decisione del marzo 2014 di escludere la Russia dal G8, che torna così G7. La decisione fu presa dopo l’annessione russa della Crimea, che il G7 considera illegale.

IRAN: I ministri del G7 salutano l’intesa raggiunta il 2 aprile a Losanna sul nucleare iraniano e sottolineano che l’intesa definitiva “comprenderà il sollevamento delle sanzioni da Parte di Stati Uniti, Unione Europea e il Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Si esorta inoltre l’Iran “a cooperare pienamente con l’Agenzia Internazionale per l’energia atomica (Aiea) per la verifica di tutte le attività nucleari e ad affrontare tutte le questioni pendenti, comprese quelle a dimensione militare”.

YEMEN: I ministri degli Esteri esprimono il loro sostegno al presidente Abed Rabbo Mansur Hadi ed esortano alla formazione di un governo di unità nazionale sotto la sua guida per uscire dalla crisi.

SIRIA: Il presidente siriano Bashar al-Assad non viene considerato un alleato nella lotta al terrorismo. La dichiarazione esprime “forte” condanna del regime di Assad e “profonda” preoccupazione per il fatto che la “Siria non ha dichiarato né distrutto il suo intero programma di armi chimiche”. Il G7 condanna l’uso di armi chimiche contro i ribelli. La dichiarazione finale deplora anche “gli attacchi, le atrocità e la violazione dei diritti umani” oltre alla “distruzione del patrimonio culturale e religioso” perpetrati dai fondamentalisti dello Stato Islamico in Siria e in Iraq.

SICUREZZA MARITTIMA : il G7 s’impegna a contribuire al rafforzamento della lotta contro la pirateria. Si rivolge inoltre ai paesi di origine e di transito perchè si assumano le loro responsabilità nel contrastare il traffico di esseri umani.

EBOLA: viene proposta la creazione di gruppi regionali di esperti in grado di reagire con rapidità di fronte a nuovi focolai di ebola.

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