L’ultima intervista di Nemstov: “Putin trasforma la Russia in uno stato fascista”

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Prima del suo assassinio a due passi del Cremlino, il dissidente aveva rilasciato un’intervista nella quale spiegava che il suo Paese stava ripercorrendo le orme della Germania nazista. L’intervista riportata integralmente dal britannico The Indipendent mette in risalto il Nemstov pensiero partendo dall’accusa a Putin di aver programmato la Russia ad odiare gli stranieri. Nemstov ritiene che Putin abbia iniettato nella società russa un virus di inferiorità rispetto all’Occidente illudendo che l’unica cosa da fare sia ricorrere alla violenza, all’uso della forza e all’aggressione. L’accusa di Nemstov si fa più pesante quando sostiene che Putin abbia persuaso i russi sul bisogno di ricostituire la ex Unione Sovietica e che per il presidente la posizione della Russia nel mondo dipenda totalmente da quanto il mondo abbia paura della Russia. La realizzazione di questo è avvenuta, secondo Nemstov, attraverso una propaganda stile Goebbels. Che il dissidente politico assassinato una settimana fa spiega in maniera esplicita: i media filo governativi (Channel One, agenzia di stampa governativa) hanno seguito i tre semplici principi di Goebbels nella comunicazione: “gioca sulle emozioni, più grande è la bugia meglio è, le menzogne vanno ripetute molte volte. Questa propaganda rivolta a uomini semplici purtroppo funziona, commenta Nemstov. E la Russia si sta trasformando in uno stato fascista.

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