Libia, sotto controllo le armi chimiche

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Il sito di armi chimiche di Ruwagha in Libia “è al momento ancora sicuro e non vi è stato alcun accesso” non autorizzato. Lo assicura la rappresentanza della Libia all’Opac, legata al governo riconosciuto di Tobruk, secondo quanto riferiscono fonti qualificate. A protezione del sito, vi sono una quarantina di soldati delle forze regolari. Nel sito di Ruwagha, nella provincia centrale di Jufra, nel Fezzan, Muammar Gheddafi concentrò tutto il suo programma di armi chimiche, poi dichiarato all’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche in base all’adesione nel 2004 alla Convenzione sulle armi chimiche. Dopo il completamento della distruzione dell’arsenale chimico più pericoloso (categoria 1) nel febbraio 2014, restano a Ruwagha 846 tonnellate di ‘precursori’ (categoria 2), di cui 27 tonnellate di agenti chimici estremamente pericolosi in quanto composti base per il gas nervino Soman.

Il governo libico ha deciso di “rivedere tutti i contratti con le aziende straniere ed escludere le compagnie turche dalla possibilità di operare nel Paese”. Lo afferma un comunicato dell’esecutivo, costretto a riunirsi a Tobruk. Il governo, riconosciuto internazionalmente, accusa la Turchia di sostenere le milizie al potere a Tripoli.

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