Isis: nuove minacce all’Italia. Ora si temono i lupi solitari. La Francia mette in moto la portaerei De Gaulle. Rapporto dell’Onu: violenze Isis crimini di guerra e contro l’umanità

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portaerei De Gaulle

Un immagine della portaerei francese Charles De Gaulle (foto Ansa)

Nuova minaccia jihadista verso l’Italia: se il Paese entra in guerra contro l’Isis, il Mediterraneo si colorerà del sangue dei suoi cittadini. A riportarlo è Site, il portale web americano osservatorio del terrorismo islamico. Che interpreta la minaccia anche come un riferimento a possibili azioni di lupi solitari nella Penisola. Fonti 007 italiani e esperti dell’antiterrorismo, citati dall’Ansa, ribadiscono che si tratta della “campagna di guerra psicologica” dello Stato Islamico. Il riferimento ai lupi solitari, aggiungono, è però un “pericolo imprevedibile, non facile da prevenire”. L’attenzione, rassicurano, è ai massimi livelli. Intanto, la Francia ha deciso di mobilitare la sua portaerei più potente: la Charles De Gaulle che si trova al momento nel Golfo Persico settentrionale. I primi velivoli hanno cominciato a decollare per ricognizioni sulla terraferma e parteciperanno a bombardamenti di supporto all’esercito iracheno.

Sullo Stato Islamico comincia a fare sentire la propria voce anche l’Onu. Nel rapporto sulla situazione in Iraq di recente pubblicazione si legge che: “Molte delle violazioni e abusi perpetrati dall’Isis possono costituire crimini di guerra, crimini contro l’umanità e, forse, genocidio”. Realizzato dalla Missione delle Nazioni Unite di assistenza all’Iraq (Unami) e dall’Ufficio dell’Alto Commissario Onu per i diritti umani, il rapporto documenta violazioni dei diritti umani diffuse nonché un deterioramento dello stato di diritto in buona parte del paese. Il documento, relativo al periodo tra l’11 settembre e il 10 dicembre 2014, riferisce di gravi violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani perpetrate dai miliziani dello Stato Islamico, violazioni che includono “uccisioni di civili, rapimenti, stupri, schiavitù e tratta di donne e bambini, reclutamento forzato di bambini, distruzione di luoghi religiosi o di valore culturale, saccheggio e negazione delle libertà fondamentali”. Le Nazioni Unite sottolineano inoltre il carattere sistematico e diffuso di tali violazioni.

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