Isis: allarme internazionale da Francia, Russia e Egitto

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Il presidente francese Francois Hollande e il presidente egiziano Abdelfattah Al-Sisi hanno sottolineato l’importanza di una riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e dell’adozione di nuove misure da parte della comunità internazionale per far fronte al pericolo rappresentato dall’Is. I due capi di stato hanno avuto oggi – si legge sul sito dell’Eliseo – una conversazione telefonica nel corso della quale Hollande ha rinnovato ad Al-Sisi “l’espressione della propria solidarietà” a seguito dell’assassinio di 21 egiziani copti in Libia.

“Preoccupazione per l’espansione geografica delle attività terroristiche dell’Is e più in generale dell’estremismo islamico” è stata espressa anche dalla Russia. Il presidente Vladimir Putin ha presieduto una riunione del Consiglio di sicurezza per discutere, oltre che dell’attuazione degli accordi di Minsk per l’Ucraina, anche dell’escalation della crisi in Libia. Il Consiglio di sicurezza, si è limitato ad aggiungere il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, condanna “con forza” la “barbara uccisione” dei cristiani egiziani dai terroristi dell’Is in Libia.

E nel messaggio di condoglianze inviato al presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi per l’uccisione dei 21 copti dall’Is in Libia il presidente Vladimir Putin ha detto che “la Russia è pronta a cooperare con l’Egitto nel modo più stretto contro tutti gli aspetti della minaccia terroristica”. Il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov ha offerto la stessa disponibilità al suo omologo egiziano Sameh Hassan Shoukry nel corso di una conversazione telefonica avuta oggi.

Intanto, ha fatto sapere il portavoce della diplomazia egiziana, Badr Abdelati, il ministro degli Esteri egiziano Sameh Shukri è partito alla volta di New York “per incontri urgenti e per avviare contatti immediati con gli alti responsabili dell’Onu, in primis il segretario generale Ban Ki-moon e i 15 membri del Consiglio di Sicurezza”. Shukri ha ricevuto questo mandato dal presidente Abdel Fattah al-Sisi. L’obiettivo del viaggio è “riferire gli sviluppi della situazione attuale alla luce dell’abietto atto terroristico che ha colpito alcuni cittadini egiziani per mano dell’Is in Libia”.

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