Il disegno economico mondiale della Cina

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shangai

Lo sbarco cinese in America Latina dovrebbe far suonare l’allarme negli Stati Uniti e in Europa. L’annuncio del presidente cinese di investire 250 miliardi di dollari nel cortile di casa degli americani rivela la strategia mondiale di Pechino. Una mobilitazione a 360 gradi che colonizza alcune aree geografiche controllando mercati, imprese e in alcuni casi materie prime. Di recente, i leader cinesi hanno visitato le principali capitali sudamericane. Visita ricambiata dai ministri degli esteri dell’America del Sud che hanno incontrato il presidente Xi-Ping a Pechino. Prima delle spiagge di Copacabana o Maracaibo, la Cina aveva sperimentato l’avventura commerciale africana. Il continente, in ripresa economica negli ultimi anni, ha attratto investimenti per miliardi di dollari da imprese cinesi. Il boom moderato dell’economia africana ha stuzzicato anche gli appetiti degli imprenditori di mezzo mondo, frenando l’ascesa del potere economico di Pechino. La Cina gioca anche una partita economica in Europa. Il porto greco del Pireo ne è un esempio. In gran parte nelle mani dei cinesi, il traffico delle merci è aumentato del 15% con un volume di affari pari a quello dei porti di Trieste, Capodistria e Fiume messi insieme. Tsipras prima ha minacciato la nazionalizzazione, poi ci ha ripensato e ha garantito al governo asiatico di procedere con una riforma per la privatizzazione del porto. Pechino tiene le scarpe ben salde anche nel subcontinente indiano e presta attenzione alle relazioni con la Russia. Stati Uniti ed Europa rischiano sul piano economico di rincorrere il gigante asiatico.

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