Putin: la Russia si riprenderà

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Nelle condizioni peggiori, la ripresa economica arriverà in Russia entro due anni. Il presidente russo Vladimir Putin all’inizio della conferenza di fine anno, la decima, assicura che il Paese si riprenderà dalla crisi -un termine che tuttavia non usa- da una situazione “provocata principalmente da fattori esterni”. E che non saranno intaccate salari e pensioni, che alcune spese saranno riviste (ma non il bilancio della difesa che il prossimo anno arriverà a 50 miliardi di dollari) e che la Russia sarà finalmente costretta a diversificare la sua economia.

“L’economia si stabilizzerà anche con prezzi bassi dei prodotti energetici, è inevitabile”, ha affermato Putin difendendo l’opera del suo governo e della banca centrale come “appropriata” pur esprimendo alcune riserve “sui tempi e la qualità” delle azioni adottate in difesa del rublo. “Ci sapremo adattare”, ha affermato attribuendo alle sanzioni economiche un ruolo in quanto sta accadendo. Putin ha così di fatto riconosciuto la crisi anche se ne ha parlato solo come della “situazione attuale” o della “situazione turbolenta dei mercati finanziari”.

La situazione in Russia quindi è il risultato dell’annessione della Crimea? “No, piuttosto del desiderio dei russi di difendere la loro sovranità, il loro paese”, ha dichiarato, accusando l’Occidente di voler “incatenare” l’orso russo anche se questo si nutrisse solo di miele e bacche, mentre l’Unione europea varava nuove sanzioni, questa volta contro investimenti e turismo nella penisola sul mar nero annessa da Mosca come 85esimo soggetto della Federazione. “Abbiamo cercato di aprirci all’Occidente, ma siamo stati respinti”, ha affermato citando, oltre a quanto accaduto in Russia dopo il crollo dell’Unione sovietica, il sostegno dell’Occidente al terrorismo nel Caucaso, “lo sforzo senza precedenti” messo in atto contro i preparativi dei giochi olimpici di Sochi. L’Occidente ha creato un nuovo muro in Europa comportandosi da impero. Questo muro virtuale ha iniziato a essere costruito con lo sviluppo di un sistema di difesa anti missilistico alle nostre frontiere, con l’espansione della Nato a est, ha aggiunto Putin.

Più sfumati i toni, scomparso dal discorso del presidente russo il termine Novorossiya per indicare le regioni del sud est dell’Ucraina (un termine che rimanda alle conquiste dell’impero russo nel settecento). La Russia crede in una soluzione politica della crisi, nella volontà di Petro Poroshenko di arrivare a una soluzione, anche se si sottolinea come non sia l’unica persona a contare a Kiev.

L’obiettivo è quello di ricostruire “uno spazio politico unico” in Ucraina con strumenti pacifici. “La crisi si risolverà con strumenti politici, non con pressioni economiche, o con le forze armate”, ha aggiunto arrivando a citare Mikhail Lermontov, “oppositore e patriota allo stesso tempo” e il regista Nikita Mikhailkov. Nella conferenza stampa al World Trace Center di Mosca, un evento durato più di tre ore, Putin ha risposto a domande più incalzanti del solito di alcuni degli oltre mille giornalisti accreditati (lo stipendio del suo zar del petrolio Igor Sechin, il suo circolo ristretto di potere, il timore per una rivolta di palazzo, una sua nuova candidatura e assunzione di responsabilità se la crisi non passerà).

Mikhail Khodorkovsky ha il diritto di fare politica, come qualunque altro russo, ha assicurato. Toni morbidi anche con la Georgia, con cui di fatto in questo momento non ci sono contatti politici, ma i cui leader sono stati invitati a Mosca. Il presidente della Cecenia, Ramzan Kadyrov, al centro di critiche per le azioni repressive seguite alle nuove azioni terroristiche a Grozny, come tutti in Russia deve rispettare le leggi e nessuno può essere dichiarato colpevole prima della conclusione di un processo a suo carico.

Vladmir Evtushenko, il capo della Afk Sistema rilasciato ieri dagli arresti domiciliari, è stato invitato all’incontro di fine anno del presidente con gli esponenti più influenti della comunità degli affari. Putin ha riconosciuto il ruolo della sua compagnia nello sviluppo del paese. La vicenda giudiziaria di cui è stato protagonista “non costituisce una revisione delle privatizzazioni”. Il titolo di AFK Sistema ha guadagnato in borsa più del 100 per cento. Non così il rublo, che ha oscillato fra quota 58 e 63 sul dollaro.

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