Il matrimonio nucleare russo-indiano

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Le sanzioni europee alla Russia spingono il Cremlino a rilanciare la sua strategia in Asia. E si comincia dall’India. Vladimir Putin e il primo ministro indiano hanno siglato a New Delhi un accordo per la costruzione di dieci reattori nucleari in India. Presente all’incontro anche il leader della Crimea Askionov.

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La strategia russa in chiave antioccidentale ed europea passa inevitabilmente dall’Asia. Prima è stato il turno della Cina. Putin ha portato a casa un accordo ultradecennale sulla fornitura di gas russo. Poi è arrivato quello dell’India. Il presidente russo nella sua visita ufficiale ha incontrato il premier Modi. Al termine del summit l’annuncio: i russi lanciano un piano per la costruzione di dieci reattori nucleari in India. Reattori che, secondo il primo ministro dell’India, hanno elevati standard di sicurezza. Ma non è finita qui perché Modi ha anche annunciato un programma di fabbricazione di componenti e apparecchiature dei reattori in India. Il sodalizio tra Nuova Delhi e Mosca si è quindi consolidato. Tanto che il leader indiano ha dichiarato che la Russia rimane il principale partner in materia di difesa.

La cooperazione tra i due Paesi va però anche più in là della costruzione di reattori nucleari. Nella dichiarazione finale del summit si legge che Mosca e New Delhi hanno deciso di collaborare per realizzare centrali nucleari in altri Paesi. E’ la strategia del Cremlino che si muove a 360 gradi per uscire dall’isolamento in cui è stato spinto dalle sanzioni dell’Unione Europea sull’Ucraina. La scelta punta a stringere accordi su nucleare, ma anche petrolio e gas, insistendo sul fatto che – si legge nella dichiarazione finale- “i due Paesi guardano al nucleare come fonte di energia pulita”. Così è stato firmato un accordo che prevede la fornitura da parte di Mosca di 10 milioni di tonnellate di petrolio l’anno all’India. I due Paesi hanno anche costituito una joint-venture dal valore di un miliardo di dollari (circa 800 milioni di euro) per sostenere i progetti di potenziamento idro-elettrico in India.

Il premier indiano ha però fatto intendere di volere anche un avvicinamento con gli Stati Uniti. Tanto che ha invitato in India a gennaio il presidente Barack Obama per celebrare il giorno della Repubblica. Tuttavia l’India rimane ferma sulla sua posizione di non appoggiare le sanzioni verso la Russia.

Al momento Putin deve fare anche i conti con la crisi economica della Russia, aggravata dalle sanzioni Usa e Ue. Il rincaro dei prezzi delle materie prima potrebbe portare ad aumenti dei prezzi dei beni di prima necessità, come nel caso del pane che potrebbe costare fino al 10% in più. Il rublo continua a scendere rispetto al dollaro. La valutazione attuale è di un dollaro pari a 54,93 rubli.

Intanto divampa la polemica per la presenza al summit del leader della Crimea Serghiei Aksionov che ha siglato a New Delhi, secondo i media russi filogovernativi, un’intesa con l’associazione imprenditoriale ‘Partnership indiano-crimeana’ presieduta da Gul Kripalani per sviluppare la cooperazione nei settori farmaceutico, agricolo e turistico.

Russia e India erano a un soffio da un’alleanza durante la Guerra Fredda. Negli ultimi anni le loro relazioni erano critiche. Ora, i due Paesi firmano un matrimonio di convenienza reciproca che consolida quel sodalizio che non fu raggiunti durante la Guerra Fredda.

Leggi il servizio della BBC

Leggi il servizio di El Paìs

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