Minaccia russa sul gas: stop alla costruzione del gasdotto South Stream

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Il gas torna a dividere Russia ed Europa. Il presidente Vladimir Putin ha accusato l’Unione Europea di ostacolare il progetto del gasdotto South Stream che, attraverso il Mar Nero, dovrebbe portare il metano dalla Russia all’Europa centro-meridionale passando da Crimea e Bulgaria. Sotto accusa del Cremlino c’è in primo luogo la Bulgaria che non ha ancora dato le autorizzazioni per il passaggio della pipeline sul proprio territorio. Un ritardo che ha fatto irritare i russi secondo cui in queste condizioni non possono continuare con il progetto.

Mappa dei gasdotti russi. (rivista Limes)
Mappa dei gasdotti russi. (rivista Limes)

I lavori del progetto South Stream sono stati aggiudicati alla società italiana Saipem, gruppo Eni, che deve portare a compimento la prima delle due linee del metanodotto. Le navi posatubo di Saipem sono già al lavoro nel Mar Nero. Ma senza la possibilità di attraversare Bulgaria, Romania e Serbia diventa difficile avanzare con i lavori.

Intanto, Putin non sta fermo. Ha concluso di recente un accordo con la Turchia di Erdogan per aumentare di 3 miliardi le forniture di metri cubi grazie al gasdotto Blue Stream, una joint venture tra Eni e Gazprom con lavori sempre in mano a Saipem, che porta il metano dalla Russia alla Turchia. Putin ha anche lanciato la possibilità di un gasdotto lungo il confine greco turco destinato ai Paesi del sud Europa.

Il gasdotto Bluestream che collega la Russia con la Turchia
Il gasdotto Bluestream che collega la Russia con la Turchia

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