La Russia isolata dopo il G20

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brisbane

Convocato per affrontare la questione economica, il G20 di Brisbane, Australia, ha in realtà sancito l’isolamento internazionale della Russia riaprendo tensioni da Guerra Fredda. A creare nervosismi reciproci tra Putin e gli altri leader occidentali è stato, alla vigilia del vertice, l’invio di truppe russe nell’Ucraina orientale. Sul banco degli imputati il presidente russo, sotto accusa anche per una serie di provocazioni militari verso gli alleati europei, americani, canadesi e australiani. La Marina Militare russa ha annunciato, poco prima del G20, manovre in prossimità delle acque australiane. Una mossa che ha fatto irritare il padrone di casa Tony Albott, che non ha di certo dimenticato i ventotto australiani morti lo scorso 17 luglio nei cieli d’Ucraina quando i russi abbatterono il jet Malaysia Airlines uccidendo i 298 passeggeri. Per tutta risposta, l’Australia ha mandato un sottosegretario ad accogliere il leader russo al suo arrivo all’aeroporto. Più duro è stato il premier canadese Stephen Harper che nella cerimonia di apertura ha detto a Putin: “Le stringo la mano ma ho una sola cosa da dirle, ritiri le truppe dall’Ucraina”. Putin ha risposto che non ci sono militari russi in Ucraina. Anche il presidente Francois Hollande, di solito morbido con Mosca, ha mandato segnali di non gradimento per le provocazioni russe rinviando la consegna della portaerei Mistral (1,2 miliardi di euro) costruita nei cantieri francesi. Per tutta risposta Putin ha spiegato durante il summit che la Francia dovrebbe contenere le conseguenze negative sulle relazioni bilaterali. Lo stesso presidente russo ha fatto anche intendere che la minaccia di sanzioni – paventata dalla Merkel– non spaventa il Cremlino. “Se ci saranno altre sanzioni contro Mosca” – ha commentato Putin – “le pagherà l’Ucraina che ha venticinque miliardi di debiti con le banche russe”. Per la Russia le sanzioni sono illegali perché solo il Consiglio di Sicurezza dell’Onu potrebbe approvarle. A peggiorare il clima ci sono stati anche i voli di caccia russi vicini ai Paesi atlantici, come quelli scandinavi, rischiando l collisione con un aereo passeggeri italiano; l’avvistamento di un sottomarino russo nelle acque svedesi; il sostegno militare russo per il potenziamento delle basi a Cuba, Nicaragua e Venezuela. Attività che ricordano tanto il timore dell’invasione del cortile di casa ai tempi della Guerra Fredda. La Russia esce quindi dal summit molto più isolata di quando è arrivata.

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