La riforma della discordia nel Burkina Faso

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Il Parlamento tenta di modificare l’articolo 37 della Carta Costituzionale che limita a due mandati la rielezione del presidente. Quello attualmente in carica governa da 27 anni e dopo quattro appuntamenti elettorali. Intanto la gente scende in strada a protestare. L’opposizione fa appello alla disobbedienza civile se passa l’emendamento

Il Parlamento del Burkina Faso

Da una parte decine di migliaia di persone che protestano per le strade di una capitale dal nome impronunciabile. Dall’altra, un presidente che fa lanciare i gas lacrimogeni contro i manifestanti e spiega in una videointervista alla BBC (guarda il video) di agire nell’interesse del Paese. E’ il  Burkina Faso al tempo delle riforme costituzionali. Anzi della riforma costituzionale che punta a estendere i limiti del mandato presidenziale. 

foto burkina

L’emendamento della discordia

A far esplodere la rabbia è un emendamento all’articolo 37 della Costituzione che il Parlamento del Burkina Faso decide di prendere in considerazione: se passa, il presidente in carica può candidarsi ed essere rieletto per altri cinque anni. L’articolo 37 prevede invece il limite dei due mandati, eliminando di fatto il presidente uscente , Blaise Compaore, dalla corsa per le presidenziali del 2015. Compaore governa il Paese da 27 anni ed è già stato riconfermato in quattro precedenti elezioni. L’Agence d’Information  du Burkina, agenzia di stampa del Paese, ha definito l’emendamento un “colpo di stato costituzionale” (leggi l’articolo dell’agenzia africana).

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Disobbedienza civile

L’opposizione ha fatto un appello per una campagna di disobbedienza civile se l’emendamento, in discussione nei prossimi giorni, dovesse venire approvato. Intanto, migliaia di persone sono scese in strada a Ouagadougou, la capitale del Burkina Faso, lanciando pietre contro la polizia e gridando slogan come “Blaise uguale Ebola” e “Dobbiamo disinfettarci”. Il capo dell’opposizione, Zéphirin Diabré, ha lanciato l’appello a mantenere la mobilitazione finché non sarà ritirato l’emendamento costituzionale e ha definito fenomenale la mobilitazione. Secondo i manifestanti in piazza è sceso un milione di persone, mentre per la Reuters sono qualche decina di migliaia.

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1 COMMENT

  1. “…capitale dal nome impronunciabile”. E perché mai? “Ougadougou” credo proprio che si pronuncî “uagadugu”, mi sembra facilissimo…Fosse Naypydaw capitale di Myanmar… Poi
    c’è l’altisonante Sri Jayewardenepura Kotte capitale dello Sri Lanka…

    • Ma converrà che assomiglia a un scioglilingua. Riguardo agli impronunciabili consiglio il nome maori di una città del nord della Nuova Zelanda: Taumatawhakatangihangakoauauotamateapokaiwhenuakitanatahu.

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